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	<title>csoa Askatasuna &#187; profughi</title>
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		<title>Io non respingo</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 10:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="margin: 2px;" src="http://www.infoaut.org/img/UserFiles/Image/Io_non_respingo.jpg" alt="" width="339" height="479" /></p>
<div>In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato si e&#8217; deciso di organizzare un momento di incontro tra le donne e gli uomini rifugiate/i della ex clinica San Paolo di (C.so Peschiera) per raccontare e raccontarsi le diverse forme di emigrazione esistenti oggi. Si deve riconoscere che nonostante gli anni passati invece di svilupparsi politiche rivolte all&#8217;integrazione degli immigrati/e, continuano e si stanno sempre piu&#8217; diffondendo politiche razziste, che calpestano i piu&#8217; fondamentali diritti umani.<br />
Non crediamo che gli italiani vogliano far vivere ai nuovi migranti quello che hanno subito loro ai tempi delle loro migrazioni, ugualmente forzate, non-scelte, violente, etc., crediamo invece nella solidarieta&#8217; che puo&#8217; arrivare a cominciare da questo quartiere.</div>
<p>E&#8217; importante ricordare che queste persone scelgono di emigrare dai loro paesi (parliamo in questo caso di persone che arrivano per lo piu&#8217; dal Corno d&#8217;Africa) perche&#8217; non hanno scelta, o forse bisognerebbe dire che scelgono di provare a vivere lasciando il loro paese.<br />
La questione dei migranti e&#8217; di particolare attualita&#8217;, cosi&#8217; come la questione rifugiati/e a cui il governo italiano ha riconosciuto il permesso di soggiorno senza poi rispettare realmente i diritti che tale riconoscimento comporta. Non si puo&#8217; piu&#8217; parlare di emergenza quando una situazione perdura nel tempo e soprattutto non e&#8217; risolvibile con soluzioni tappabuco o provvisorie, perche&#8217; queste persone hanno bisogni ben precisi come la residenza, una casa, un lavoro.<br />
L&#8217;Italia pur avendo aderito alla Convenzione di Ginevra (1951) non ha una legge specifica e completa sul tema del diritto d&#8217;asilo, che sarebbe fondamentale creare date le continue politiche guerrafondaie perpetrate da tutti i governi che devastano da anni numerosi paesi e che costringono milioni di civili innocenti a fuggire. In questo particolare momento storico la mercificazione politica dell&#8217;immigrazione con tutte le facili paure ad essa legate trovano un terreno particolarmente fertile che bisogna contrastare.<br />
E&#8217; importante ricordare che la reale minaccia di questo paese non sono gli immigrati/e, come non sono mai stati una minaccia gli italiani che emigravano all&#8217;estero gli anni passati.<br />
L&#8217;occupazione della ex-clinica San Paolo (di C.so Peschiera) r-esiste da ottobre: un gruppo di rifugiati/e si sono organizzati e si stanno auto-gestendo una convivenza non facile, l&#8217;alternativa sarebbe la strada. Vivono insieme da 8 mesi condivendo tutto: in realta&#8217;dovrebbero condividere dei bagni, che non ci sono; dovrebbero condividere delle cucine, che non ci sono; avrebbero avuto diritto ad un riscaldamento considerando l&#8217;inverno torinese, che non hanno avuto, come l&#8217;acqua calda , la luce, etc. La solidarieta&#8217; dei singoli puo&#8217; fare tanto ma queste cose spettano alle istituzioni, che invece continuano ad ignorare la situazione e a non fare nessuna reale azione di integrazione e sistemazione degli interessati. Passano mesi, si scrivono articoli pietosi e falsi su numerosi giornali, sono venuti assesori e politici a visitare il posto e a parlare con le persone, ma nessuno ha il coraggio di cambiare in meglio la vita di queste persone.<br />
Sottolineiamo l&#8217;importanza di ogni forma di solidarieta&#8217;(materiale e non) ma e&#8217; importante un sostegno politico per dar risposta ai bisogni di queste persone che hanno gia&#8217; pazientato abbastanza e perche&#8217; ci sono diritti iviolabili.</p>
<div><em>Ci sono dei valori che riguardano tutti gli esseri umani,</em></div>
<p align="center"><em>senza restrizione alcuna. Tali valori prevalgono su tutto.</em></p>
<p align="center"><em>L&#8217;umanita&#8217;, pur essendo molteplice, e&#8217; innanzitutto una&#8230;</em></p>
<p align="center"><em>Parallelamente alla lotta per l&#8217;universalita&#8217; dei valori, e&#8217; imperativo lottare contro l&#8217;uniformizzazione che impoverisce,</em></p>
<p align="center"><em>contro l&#8217;egemonia ideologica o politica o economica o mediatica&#8230;,</em></p>
<p align="center"><em>contro tutto cio&#8217; che imbavaglia le molteplici espressioni linguistiche, artistiche o intelletuali, contro tutto </em></p>
<p align="center"><em>cio&#8217; che va nel senso di un mondo monocorde e infantilizzante.</em></p>
<div>Amin Maalouf</div>
<p align="left">
<h1>Sabato 20 Giugno ore 22:00</h1>
<h1>Area Pedonale Via Dante di Nanni (Torino)</h1>
<p>Comitato di solidarieta&#8217; coi rifugiati/e e migranti</p>
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		<title>nuova occupazione di profughi e migranti!</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 21:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;esperienza dello scorso anno di via Bologna, quest&#8217;oggi arriva una nuova occupazione ad opera di profughi e migranti della città di Torino. I migranti si riappropriano di uno stabile in corso Peschiera, stretti dall&#8217;esigenza di trovare una soluzione alle loro condizioni di vita ma anche di conquistare visibilità in città. Questo pomeriggio, intorno alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/movimento/nuova-occupazione-di-profughi-e-migranti/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Dopo l&#8217;esperienza dello scorso anno di via Bologna, quest&#8217;oggi arriva una nuova occupazione ad opera di profughi e migranti della città di Torino. I migranti si riappropriano di uno stabile in corso Peschiera, stretti dall&#8217;esigenza di trovare una soluzione alle loro condizioni di vita ma anche di conquistare visibilità in città.<span id="more-104"></span><br />
</span></p>
<p>Questo pomeriggio, intorno alle 17, una nuova occupazione dei profughi e migranti si è data in corso Peschiera, vicino piazza Sabotino. Un&#8217;occupazione data dalle necessità di trovare una soluzione alla precarietà e alle non risposte nelle quali le istituzioni li costringono. Una condizione di invisibili che i migranti vogliono capovolgere, conquistando visibilità nello spazio pubblico cittadino e rivolgendo le loro istanze alle istituzioni preposte.</p>
<p>Un&#8217;occupazione che arriva dopo le mobilitazioni che si sono date negli anni scorsi nella metropoli, che segue l&#8217;esperienza positiva e tuttora assolutamente attiva e funzionante di via Bologna. Esperienze che hanno strenuamente cercato ed ottenuto delle risposte (parziali ma importanti) da parte di chi ha il dovere di prendersi carico di questi problemi, il Comune di Torino in primis. L&#8217;azione di quest&#8217;oggi dimostra comunque come la questione sia più che mai aperta, come le risposte tardino ad arrivare rispetto ad un problema che cercano, oggi, ancora una volta, di arginare i migranti stesso, dal basso, organizzandosi e prendendosi quello che gli viene negato, come il diritto ad un tetto.</p>
<p>Anche questa volta, come successo in passato, è stato il Comitato in solidarietà con profughi e migranti, all&#8217;interno del quale sono presenti i centri sociali Askatasuna, Gabrio, Gruppo Migranti e individualità sensibili, a dare una mano agli immigrati che hanno posto loro il problema, vista anche l&#8217;ottima esperienza di via Bologna.</p>
<p>Chiara la prima richiesta che arriva da corso Peschiera: le istituzioni, Comune di Torino Regione Piemonte o Provincia di Torino, si facciano carico della questione, del problema, acquistando lo stabile già in mano del curatore fallimentare e che quindi, per questo, sarebbe una soluzione di non complicata risoluzione. Quel che si chiede è un&#8217;assunzione di responsabilità da parte di istituzioni che avrebbero il dovere di non lasciare nell&#8217;ombra e nella marginalità sociale chi è arrivato in città scappando da guerre e carestie, cercando di ricostruirsi una vita.</p>
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