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	<title>csoa Askatasuna &#187; salone del libro</title>
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		<title>Torino, le Fiere del Potere</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 21:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[torino]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/torino-4be72435590f6.gif" alt="" width="200" height="156" />La vicenda che si sta consumando attorno al carrozzone del Salone  del Libro è cartina di tornasole, per taluni aspetti, dei giochi di  governance dei poteri nella città di Torino&#8230; Nel traghettamento  compiuto alla volta di una nuova geografia metropolitana, nella  trasformazione della capitale del fordismo in Italia in città evento,  liquida, spogliatesi della rudezza della società industriale a favore di  una ristrutturazione che colloca &#8220;l&#8217;esser vetrina&#8221; come uno dei suoi  punti più alti nella produzione capitalistica.</em> (da infoaut.org)</p>
<p><strong><span id="more-954"></span>&#8220;La vendetta&#8221; del piduista Picchioni</strong></p>
<p>&#8220;La vendetta&#8221;, così si chiama il libro dello scrittore Alessandro  Perissinotto, lavoro che narra dell&#8217;Argentina dentro la dittatura  fascista, della mattanza di Stato contro gli oppositori politici, della  funzione sporca giocata da Vaticano e P2. Doveva essere presentato  domenica, in un&#8217;orario di punta per l&#8217;atteso grande afflusso, ma tutto  ciò è saltato, rinviato al lunedi, in orario ben più incolto&#8230;  Perissinotto grida alla censura, probabilmente esagerando, son  furbetterie di potere, inseguite dalla pulsione censoria ma anche dalla  necessità di ostentarsi &#8220;democratici cultori letterari&#8221;. Probabilmente,  se i signorotti del Libro fossero stati meno fessacchiotti il caso non  sarebbe nemmeno emerso, ma tant&#8217;è, approfittiamone per spingere le  contraddizioni che si evincono, per sottolineare quanto si muove a  queste latidudini.</p>
<p>Farlocco è stupirsi, perseverare nel credere in una presunta oggettività  della Cultura, esente dallo scontro di egemonia e interesse, sganciata  dal reale che la circonderebbe in quanto isola felice, a parte. E&#8217; più  facile pensare che ciò possa essere quello al quale, intimamente, mirano  stregoni e tecnocrati del sapere, che però nella sua accezione  immediamente e connaturalmente commerciabilizzabile si disvela in quel  che è, merce. Il Salone del Libro di Torino, come tutte le altre  &#8220;diavolerie culturali&#8221; che popolano ciclicamente la penisola nostrana, è  indubbiamente vetrina della Cultura dominante, narrazione del Potere  coperta dal democraticismo pluralista che si costituisce più come  palliativo che altro.</p>
<p>In questa prospettiva come non volgere lo sguardo a quanto accaduto e  combattuto solo qualche anno fa? La Fiera del Libro di Torino con ospite  d&#8217;onore lo Stato d&#8217;Israele, con tutta la trafila di lustrascarpe e  leccaculo di Stato (trio Yehoshua Grossman e Oz in pole!). Un&#8217;annata  amara per i padroni del sapere, armi mediatiche affilate ma inceppate  dalla protesta dell&#8217;Assemblea Free Palestine, affluenza di visitatori in  caduta libera a fronte di 10mila manifestanti in strada il 10 maggio;  una scommessa vinta nella potenza mediale innervata, nulla è passato  sotto silenzio. Oggi, come nel 2008, ritroviamo il borioso signor  Rolando Picchioni, presidente del Salone del Libro di Torino&#8230; resta  lui al comando, è il suddetto che farfuglia giustificazioni reagendo  alle accuse di censura dello scrittore Perissinotto; Rolando Picchioni,  tessera numero 2095 della loggia massonica P2. Sorge spontaneo  l&#8217;interrogativo: poteva mai aver assicurati tutti gli onori di rito un  libro che discorre dell&#8217;Argentina fascista e delle ramificazioni  politiche con Vaticano e P2, nel momento in cui a presiedere il Salone  del Libro è un piduista e ad avvolgere la città di Torino c&#8217;è la furia  professante per l&#8217;Ostensione della Sindone?!</p>
<ul>
<li><a href="http://www.infoaut.org/articolo/parlo-del-vaticano-ecco-perche-il-salone-mi-censura"><strong>&#8220;Parlo  del Vaticano, ecco perché il Salone mi censura&#8221;</strong></a></li>
</ul>
<p>L&#8217;ostensione della lacrime del Partito  Democratico</p>
<p>Cerchi concentrici dei poteri forti, silenziosamente e istigatamente,  s&#8217;annidano. Decentrati nel panorama metropolitano. E&#8217; curioso assistere  anche alla scenetta dispiegata, in questi giorni, dal sindaco di Torino  Sergio Chiamparino. Smania di portagonismo? Velleità da monarca  cittadino? Segno di debolezza e vulnerabilità? Il Chiampa ha perso una  personale battaglia, nella quale si è speso pubblicamente ed ha  investito (presuntuosamente) nella convinzione di onnipotenza, che non  può essere ridotta a semplice nomina dirigenziale: l&#8217;elezione del  presidente di gestione della banca Intesa San Paolo, nata dalla fusione  torino-milanese dei due istituti bancari. Chiamparino voleva Domenico  Siniscalco sul trono. L&#8217;incupirsi dello scontro di candidature/interessi  ha indotto l&#8217;ex ministro del governo Berlusconi a declinare l&#8217;offerta,  da qui la sconfitta e la nomina di Andrea Beltratti, prorettore  dell&#8217;università Bocconi di Milano. Colorata la reazione di Chiamparino:  &#8220;Vincono i poteri forti!&#8221;.</p>
<p>Ricalcando un riuscitissimo titolo della rivista &#8220;Cuore&#8221; del 1991: &#8220;La  faccia come il culo!&#8221;. Il boss di Torino che piagnucola, che si sente  tagliato fuori, impotente. Il &#8220;sindaco più amato d&#8217;Italia&#8221; che si  rivolta contro i poteri forti della città&#8230;! Ma ci faccia il piacere  sindaco Chiamparino! Che il canale di accesso e la possibilità di poter  rimanere incollato alla poltrona sulla quale siede è intrinsecamente  legata agli equilibri e ai giochi dei salotti buoni della città, dentro i  quali squazza, che le permettono di restare a galla. Ricordiamo chi  rettifica i programmi del suo mandato, l&#8217;avvocato Angelo Benessia,  presidente della Compagnia San Paolo, maggiore azionista del gruppo  Intesa San Paolo!</p>
<p>Il trapasso da &#8220;ieri&#8221; a &#8220;oggi&#8221; è labile, certo è che nei palazzi del  potere locale siano in atto spinte che configurano coordinate differenti  da quelle precedenti, mister Roberto Cota non potrà fare a meno di  operare quello spoil system che è base di partenza strutturale di  apparati (di ogni colore) confacenti a dinamiche familiaristiche e  burocratiche, ordinate sulla linea di esigenze cetuali. Forse  Chiamparino annusa il ridursi della sua personale fetta di potere, la  desistenza gentile di enti (e interessi!) che guardano anche ad altrove,  il tracollo politico di un Partito Democratico incapace di incidere e  contare nei territori.<br />
<strong><br />
</strong>Il tempo è scaduto, e mentre la zarina Mercedes Bresso,  all&#8217;oggi, non è stata ancora in grado di digerire la sconfitta  elettorale (&#8230;), lo sceriffo Chiamparino dichiara guerra ai potentati  economici della città&#8230; Che miserabili!<br />
<strong><br />
</strong> <a href="http://www.infoaut.org/articolo/chiamparino-unintesasan-paolo-perfetta/"><strong>Chiamparino:  un&#8217;intesa(san paolo) perfetta!</strong></a></p>
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