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Ecco cosa produce la politica dei tagli e dell’obbedienza alla razionalità economica posta di fronte a tutto. Mentre la maggior parte delle scuole italiane presenta carenze strutturali sul piano della sicurezza e della messa a norma, il governo Berlusconi continua imperterrito nella sua politica di rigore e scrifici… a spesa di tutt*, specie di quel poco che ancora residua come “pubblico”, scuola in primis.

Il bilancio provvisorio dell’incidente porta le cfre di un bollettino di guerra: un morto e 4 feriti gravi; 20 i feriti complessivi. La vittima si chiamava Vito Scafidi, un ragazzo di 17 anni. Il crollo è avvenuto nella quarta G del liceo scientifico “Darwin” di Rivoli, cittadina alle porte del capoluogo piemontese, durante l’intervallo.

Istituzioni e politici già si accalcano con le dichiarazioni rituali, le stesse di sempre: “un fatto gravissimo”, “accertare le responsabilità”, “colpa del vento”. Un cedimento strutturale – non il vento o il maltempo – sarebbe invce la causa del crollo secondo i vigili del fuoco.
E mentre a nessuno in alto viene in mente di imputare le responsabilità a decenni di politiche di taglio dell’infrastruttura sociale pubblica, già si fa avanti il solito Guarniello, faccia buona della Magistratura per preservare una presentabilità del sistema. Ma non sarà questa “faccia buona” delle istituzioni a riportare in vita un ragazzo che aggiungiamo al computo infinito e quotidiano dei morti sul lavoro per carenze di sicurezza, mentre Gelmini (che annuncia una visita in loco nel pomeriggio per strumentalizzare a proprio vantaggio la tragedia), Tremonti e Brunetta ripetono  come un mantra la solita litania: “tagli,tagli,tagli”…

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Di seguito alleghiamo il primo comunicato stampa dell’Assemblea No Gelmini, trovatasi a Palazzo Nuovo il 24 Sett.

Quest’estate è stata approvata la legge sulla scuola “Gelmini”. In una
situazione già difficile come studenti e studentesse ci troviamo a
vivere questa legge che rappresenta l’attacco finale alle nostre
scuole: bocciatura con il 5 in condotta, fondazioni private (che
sottopongono la nostra formazione ad interessi economici parziali), e
tagli dei fondi destinati all’istruzione ci proiettano verso istituti
ancora più fatiscenti ed ad uno studio ancora più precario. Per questo
oggi 24 settembre ci siamo ritrovati in assemblea e abbiamo preso decisioni che riguardano il nostro futuro. Da subito abbiamo compreso il periodo che stiamo attraversando e come prima decisione imprescindibile vogliamo dare battaglia affinché la riforma venga ritirata per intero; per raggiungere questo obbiettivo ci troveremo nuovamente in assemblea tutto l’anno scolastico o quanto meno durante tutto il periodo di mobilitazione. Questo servirà per intraprendere un importante opera di comunicazione tra tutti gli studenti presenti in città, di confronto con i professori e di dialogo con il resto della città stessa. Leggi il resto di questo articolo »

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