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La vicenda che si sta consumando attorno al carrozzone del Salone del Libro è cartina di tornasole, per taluni aspetti, dei giochi di governance dei poteri nella città di Torino… Nel traghettamento compiuto alla volta di una nuova geografia metropolitana, nella trasformazione della capitale del fordismo in Italia in città evento, liquida, spogliatesi della rudezza della società industriale a favore di una ristrutturazione che colloca “l’esser vetrina” come uno dei suoi punti più alti nella produzione capitalistica. (da infoaut.org)

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TORINO

Fonte:prendocasa-torino.

Oggi la rete per il diritto alla casa ha ottenuto un utleriore rinvio  di due mesi per una famiglia sotto sfratto per morosità al suo terzo accesso.

In prima mattina, alle ore 7:00,  5 cellulari , tre dei carabinieri e due della polizia, hanno letteralmente militarizzato l’isolato creando notevole disagio all’intero quartiere. Da subito molto nervose le forze dell’ordine che, senza ancora la presenza dell’ufficiale giudiziario nè del legle della proprietà, hanno di fatto occupato l’esterno dell’ingresso del palazzo in cui viveva la famiglia sotto sfratto.

Da subito il vicinato si è mostrato interessato alla vicenda  scendendo per strada a vedere e partecipare in prima persona.

Verso le 10 giungono sul posto il legale della proprietà accompagnato da quattro dei sei multiprorietari, che oltre all’intero palazzo in questione posseggono altre palazzine nello stesso quartiere, e da un imporbabile ufficilale giudiziario degno protagonista di un film trash anni 80 all’italiana.

Vista la dimensione sociale che andava prendendo l’iniziativa, nonstante  l’ufficiale spingesse la proprietà alla tolleranza zero, i proprietari dopo poco si sono dimostrati propensi a trattare  per evitare ricadute negative sulla loro reputazione nel quertiere.

Si è ottenuto quindi un rinvio sino ai primi di giugno. Oltre la mamma e la bambina, presenti in casa sin dal principio, in tarda mattinata giunge anche il padre che aveva appena ottenuto un nuovo lavoro.

Da registratre il notevole e spropositato uso di forze dell’ordine che, con l’arroganza che li contraddistingue , hanno saputo ancor oggi dimostrarsi forti contro i deboli e sempre a difesa degli interssi dei ricchi prorietari difronte ad evidenti inguistizie sociali.

La famiglia, classica vittima della crisi, si è torvata in difficoltà economiche evidenti successivamente al licenziamento del padre, unico redditto posseduto.

Notevole lo sdegno dei presenti nei confronti  della gestione che, questura prefetto e amministrazione cittadina, hanno avuto per tutta la mattnata con notevole sperpero di denaro pubblico per remprimere necessità sociali.

CASE PER TUTTI/E, SFRATTI PER NESSUNO/A

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ASSALTI FRONTALI IN CONCERTO

+ linea due

Ascolta qui Enea in mp3 – un rap contro la Gelmini!

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Dopo aver letto i giornali, in modo particolare La Stampa (probabilmente visto la perdita di lettori in confronto a discapito di Torino Cronaca e i giornali gratuit) cerca di recuperare inventadosi di sana pianta diversi episodi.

Ci interessa mettere alcuni punti in chiaro:

innanzitutto dell’assemblea no Gelmini fanno parte studenti di numerose scuole della città (Gioberti, Gobetti, Primo Liceo Artistico, D’Azeglio, Passoni, Tassoni, Avogadro, Einstein, Gobetti Marchesini, Cottini, Volta, Valdocco, Berti, Cavour e altri istituti).

L’assemblea Studenti/esse No Gelmini viene appoggiata anche da organizzazioni giovanili dei partiti, dei sindacati studenteschi e dai centri sociali. L’assemblea non prende ordini da nessuno, nessuno la dirige e tantomeno il Centro Sociale Askatasuna ne strumentalizza le iniziative.

La manifestazione è andata oltre alle più rosee previsioni. Eravamo tra 20 e 30 mila ragazzi, tra studenti medi e studenti universitari, tutti uniti per lo stesso motivo, contro la stessa ingiusta riforma. Erano 10 anni che non scendeva in piazza un numero tanto ampio di studenti. Questo è lunico dato significativo della giornata del 10 ottobre, non le fandonie raccontate da alcuni giornalisti alla ricerca del folclore e dello scoop.

in merito all’occupazione finale del Gioberti, nata per l’iniziativa di una decina di studenti dell’istituto, voleva essere una forma di protesta simbolica che avrebbe arricchito la giornata del 10 si è confrontata con l’assenza di un’assemblea precedente generale del Gioberti, con le difficoltà di comunicazione fra la sede centrale e la succursale, e con i ritardi di dibattito e confronto all’interno del collettivo gioberti.

Ora rilanciamo due appuntamenti:

l’assemblea d’istituto per gli studenti del Gioberi Lunedì 13 Ottobre alle ore 15.00

la riunione dell’Assemblea Studenti/esse No Gelmini Lunedì 13 Ottobre dalle ore 17 davanti a Palazzo Nuovo.

Assemblea Studenti/esse No Gelmini

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