Valerio Verbano, uno di noi
Scritto il febbraio 22nd, 2009 da admin in antifascismo, movimento, tags: antifa, antifascismo, valerio verbano
Il 22 febbraio 1980 a Roma, il giovane autonomo Valerio Verbano veniva trucidato davanti agli occhi impotenti e allucinati degli anziani genitori, già sequestrati con un sotterfugio dai killer che attendevano il rientro di Valerio, la cui reazione alla sorpresa di trovarsi i fascisti in casa venne presto soffocata nel sangue.
Sono trascorsi quasi 30 anni da quel barbaro crimine. I vigliacchi assassini di Valerio, i fascisti dei Nar, rimangono anonimi; aldilà di tante congetture ed inchieste, dell’instancabile impegno di mamma Carla, tacciono soprattutto per la vergogna di passare alla storia dei peggiori infami di tutti i tempi: a quel punto la loro vita non varrebbe un centesimo!
Nel conflitto irriducibile che divide gli antifascisti dai fascisti, voglio ricordare un’altra pagina criminale di 37 anni fa, ai più sconosciuta. Quando a Napoli, all’alba del 25 gennaio 1972, il compagno universitario Vincenzo De Waure di 21 anni, al culmine di numerose aggressioni subite dai fascisti venne colpito a morte e bruciato ancora vivo: anche in questo caso, vale il ragionamento fatto per Valerio ,sui criminali autori rimasti anche per De Waure impuniti.
Necessario ricordare, necessario inorridire ! Le storie oggi sono peggiorate. Peggiorate a causa del degrado morale e materiale del ceto politico della 2° repubblica, che ha fatto del superamento delle ideologie e del revisionismo , la chiave di volta per dedicarsi esclusivamente al carrierismo e all’affarismo.
Non fa piacere, fa ribrezzo, udire le bocche istituzionali di Fini e Alemanno dichiarare “ essere antifascisti”, sapendo quanta ipocrisia e calcolo c’è in questo atteggiarsi revisionista; mentre nei fatti continuano a dimostrarsi fascisti con i Rom e i centri sociali, con chi aggredisce migranti,diversi e studenti. C’è sempre una buona scusante , un’esimente, per il truce comportamento dei vari clan nazifascismi, C’è il placet alle scorrerie, ai pogrom, alle ronde, all’uso diffuso dell’esercito.
Aggiungiamoci lo scenario di fondo. Del clima generale di smobilitazione dei valori della Resistenza che hanno determinato l’atto fondativo della Repubblica democratica… Del decadimento dei partiti e delle istituzioni che hanno tradito la Costituzione. Della negazione o selezione clientelare dei diritti sanciti dalla Carta Costituzionale, ovvero del rifiuto e criminalizzazione del diritto ad un lavoro-reddito dignitosi, del diritto alla casa e servizi, alla salute, ai saperi, alla cultura , all’ambiente salubre e pulito, del diritto di asilo, del ripudio della guerra. Leggi il resto di questo articolo »















Articoli (RSS)