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	<title>csoa Askatasuna &#187; valerio verbano</title>
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		<title>Valerio Verbano, uno di noi</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 00:26:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
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di Vincenzo Miliucci_
Il 22 febbraio 1980 a Roma, il giovane autonomo Valerio Verbano veniva trucidato davanti agli occhi impotenti e allucinati degli anziani genitori, già sequestrati con un sotterfugio  dai killer che attendevano il rientro di Valerio, la cui reazione alla sorpresa di trovarsi i fascisti in casa venne presto soffocata nel sangue.
Sono trascorsi quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/valerio_sguardo-49a011a32f897.jpg" alt="" width="250" height="175" /></p>
<div id="text">
<div>di <em><strong>Vincenzo Miliucci</strong></em>_</p>
<p>Il 22 febbraio 1980 a Roma, il giovane autonomo Valerio Verbano veniva trucidato davanti agli occhi impotenti e allucinati degli anziani genitori, già sequestrati con un sotterfugio  dai killer che attendevano il rientro di Valerio, la cui reazione alla sorpresa di trovarsi i fascisti in casa venne presto soffocata nel sangue.<br />
Sono trascorsi quasi 30 anni da quel barbaro crimine. I vigliacchi assassini di Valerio, i fascisti dei Nar, rimangono anonimi; aldilà di tante congetture ed inchieste, dell’instancabile impegno di mamma Carla, tacciono soprattutto per la vergogna di passare alla storia dei peggiori infami di tutti i tempi: a quel punto la loro vita non varrebbe un centesimo!</p>
<p>Nel conflitto irriducibile che divide gli antifascisti dai fascisti, voglio ricordare un’altra pagina criminale di 37 anni fa, ai più sconosciuta. Quando a Napoli, all’alba del 25 gennaio 1972, il compagno universitario Vincenzo De Waure di 21 anni, al culmine di numerose aggressioni subite dai fascisti venne colpito a morte e bruciato ancora vivo: anche in questo caso, vale il ragionamento fatto per Valerio ,sui criminali autori rimasti anche per De Waure impuniti.<br />
Necessario ricordare, necessario inorridire ! Le storie oggi sono peggiorate. Peggiorate a causa del degrado morale e materiale del ceto politico della 2° repubblica, che ha fatto del superamento delle ideologie e del revisionismo , la chiave di volta per dedicarsi esclusivamente al carrierismo e all’affarismo.</p>
<p>Non fa piacere, fa ribrezzo, udire le bocche istituzionali di Fini e Alemanno dichiarare “ essere antifascisti”, sapendo quanta ipocrisia e calcolo c’è in questo atteggiarsi revisionista; mentre nei fatti continuano a dimostrarsi fascisti con i Rom e i centri sociali, con chi aggredisce migranti,diversi e studenti. C’è sempre una buona scusante , un’esimente, per il truce comportamento dei vari clan nazifascismi, C’è il placet alle scorrerie, ai pogrom, alle ronde, all’uso diffuso dell’esercito.<br />
Aggiungiamoci lo scenario di fondo. Del clima generale di smobilitazione dei valori della Resistenza che hanno determinato l’atto fondativo della Repubblica democratica&#8230; Del decadimento dei partiti e delle istituzioni che hanno tradito la Costituzione. Della negazione o selezione clientelare dei diritti sanciti dalla Carta Costituzionale, ovvero del rifiuto e criminalizzazione del diritto ad un lavoro-reddito dignitosi, del diritto alla casa e servizi, alla salute, ai saperi, alla cultura , all’ambiente salubre e pulito, del diritto di asilo, del ripudio della guerra.<span id="more-310"></span></p>
<p>In questo scenario di abbandono è tornato prevalente il “ fai da te, tanto sono tutti uguali “ , incarnato soprattutto dal popolo minuto spinto e tenuto  ai margini  del sistema e dall’enorme massa di precari e malpagati che spesso vivono alla giornata. Un divenire cinici e disillusi(“qualunquisti”) stante le pessime condizioni economiche e sociali , ben prima di cominciare a lottare per invertire un destino baro e segnato.<br />
Saltando così la tradizione alla lotta, che fu di tante borgate,ghetti e quartieri dormitori romani – sostenuta, fino a diventare un modello di vita dedicato alla Rivoluzione Sociale, dalla generazione degli anni ’70, che suscita in permanenza attenzione e confronto per i vantaggi acquisiti – ci si ritrova nel vuoto, nella passività dell’esistente o peggio nel rifugio o esaltazione della propria condizione, dove si sviluppa la mentalità da branco!<br />
In questa degradante condizione, prende corpo  il disprezzo dell’altro &#8211; del diverso quartiere, squadra sportiva, atteggiamento politico, abbigliamento, fino a sconfinare nel colore della pelle  &#8211; e di una nemicità  che assume i connotati dell’annientamento nell’agire in branco.</p>
<p>Ecco così che rispunta prepotente l’addestramento ad offendere, a colpire, ad uccidere.<br />
Le lame, soprattutto i famigerati coltelli a serramanico portati-branditi-usati, sono divenuti la triste e torva divisa del “moderno-contemporaneo”fascista; della mentalità e dell’agire fascistoide che alligna e a cui si modellano i membri del branco, la coatteria di molte curve e rioni degradati.<br />
In questo mutato orizzonte si inquadrano le centinaia di coltellate già esercitate “contro i nemici” in gran parte d’Italia. Scatenate in apparenza da motivi banali &#8211; uno sguardo di troppo, la sigaretta negata, l’occhiata alla donna, un sorpasso maldestro -  se non deliberatamente contro  comunisti e “ zecche”, ma tutte riconducibili a quella mentalità devastata &#8211; a cultura-zero &#8211; prossima se non fascista!<br />
Questa mentalità bacata, deviata,invasata, fascista ,  ha armato le mano che hanno assassinato compagni come Dax, Renato, Nicola, vari giovani, donne, rom e migranti.</p>
<p><strong>MAI PIU’ !</strong> Intanto, perché siamo contro la pena di morte. Poi, perché odiamo la violenza come sistema , il sadismo, la vigliaccheria contro gli ultimi,i deboli, i diversi, gli isolati; perché , predichiamo che  nello scontro politico sia garantito il valore dell’umanità, il sollievo ai feriti,il rifiuto della tortura, la tutela del prigioniero,il rispetto dei morti.<br />
Ma attenzione , non attrezzarsi a praticare la legittima difesa in una situazione già compromessa è una colpevole mancanza di autotutela , oltre che un suicidio politico annunciato.<br />
L’antifascismo, è il riconoscere che il pericolo fascista è presente nella società. Che persiste ,in quanto la società in cui viviamo- dal dopoguerra alle attuali mutazioni, non ha  voluto fare fino in fondo i conti con la propria storia, fino a cancellare alla radice l’impronta del ventennio e dello stato autoritario; permangono come iperboli ed abissi : il Codice Rocco e il Tulps, norme razziste, leggi corporative, Ordini professionali, caste,gerarchie,Concordato, scuola selettiva , residui coloniali, le stele e i monumenti fascisti,  i tombini con i fasci littori.<br />
Se il pericolo c’è, l’antifascismo non può essere solo “ la ragion dell’anima” , ma va praticato, reso militante, a significare il tratto distintivo di una formazione della personalità tesa ad acquisire e a respirare “ uguaglianza, fraternità, solidarietà” , contrari ed opposti a “ egoismo,sopraffazione, esclusività”.<br />
Non è stato né sarà “ un pranzo di gala”: il contrasto dello Stragismo di Stato insegna !</p>
<p>E’ una sfida al sistema di potere, tesa a realizzare la nuova società  attraverso la riappropriazione dei bisogni negati e dei diritti universali, la liberazione dai rapporti di produzione, dai vincoli proprietari, dai ruoli.<br />
Il sacrificio del giovane autonomo Valerio Verbano è inscritto in questa vicissitudine.<br />
Non si può capire la profondità del suo arguto impegno se non si inquadrano i terribili avvenimenti che caratterizzarono il paese dal ’68,durante la lunga stagione stragista iniziata con la Strage di P.za Fontana , passando per i moti del ’77 e la resistenza contro lo Stato e le bande armate  fasciste.<br />
Quando, a quella generazione insorgente che voleva rivoluzionre l’Italia e il mondo, già nel ‘69 si contrappose lo Stragismo di Stato e la manovalanza fascista, con bombe mortali nelle banche-piazze-treni-stazioni , con assassinii di compagni (Pinelli, Varalli, Zibecchi, Serantini, Lupo, ….), con torture e prigionia (Valpreda e centinaia di antifascisti). Successivamente , dal ’77 all’81 le leggi emergenziali e le bande armate di Kossiga ( Gladio compresa), quelle della nuova destra, misero in atto disegni criminosi ai danni del moto popolare che ebbe come protagonisti il Movimento ’77 e l’autonomia operaia.</p>
<p>L’antifascismo militante e il prezioso lavoro di controinformazione realizzato da giovani come Valerio, ebbe la meglio  e mise a tacere il nuovo squadrismo (si arresero).<br />
In questa resistenziale impresa persero la vita numerosi compagni a cui perennemente rendiamo memoria e tributo : Walter Rossi,Roberto Scialabba,Benedetto Petrone , Ivo Zini, Valerio Verbano&#8230;<br />
Lo smascheramento dello stragismo dei NAR , le loro relazioni con la grande criminalità ( banda della Magliana, Loggia P2 ,  mafia), le protezioni di cui godevano in ambienti borghesi, nei partiti, nella magistratura e apparati dello stato, fu un lavorone di Valerio e compagni .<br />
Il Dossier che i Nar ( e non solo) cercavano da Valerio ,era tanto prezioso da causarne la morte !<br />
Copia del Dossier ( sequestrato dalla Digos il 20/4/79 nella perquisizione- arresto : Valerio, si fece 7 mesi di carcere per detenzione di una pistola) , la pistola che lo uccise, il passamontagna e un guinzaglio lasciati dai Killer, il “ faldone portante” ( uno dei 2 dell’Istruttoria) , sono presto spariti dall’Ufficio Corpi di Reato e dall’Archivio del Tribunale, a testimonianza degli intrighi intorno alla verità su Valerio, gli stessi di cui abbiamo parlato sulle Stragi di Stato.</p>
<p>Il popolo italiano sovrano non deve sapere come in verità sono andate le cose dal ’68 ad oggi.<br />
Al tempo dell’assassinio di Valerio , il giudice romano Mario Amato era giunto a buon punto nelle indagini incrociate su quegli intrighi ( utilizzando anche il Dossier), tanto da rendere necessaria la sua eliminazione , che puntualmente avvenne per mano Nar  il 23/6/1980.<br />
Aldilà della scontata  rivendicazione Nar dell’assassinio di Valerio, rimangono introvabili esecutori e mandanti,per il solo fatto che quando ci sono di mezzo anche i  servizi e la malavita, “ diventa impossibile “ risolvere i casi. Cadrebbero presto le argomentazioni sul presunto “ spontaneismo armato “ dei Nar e di altre bande fasciste: rivelerebbe ancora una volta le trame imbastite dallo  “stato parallelo” ( con l’utilizzo dei fascisti in chiave anticomunista) ai danni della sinistra e della trasformazione della società.</p>
<p>La verità storica e popolare ha già condannato per le Stragi, fascisti-DC-apparati dello Stato. Così come ha attribuito l’assassinio materiale di Valerio ai Nar, aldilà di altri possibili mandanti.<br />
Per tutte le generazioni presenti e a venire, Valerio rimane il simbolo amatissimo dell’antifascismo militante, di quei nuovi partigiani che dal ’68 in poi sacrificarono la loro gioventù ed anche la vita per sconfiggere lo stragismo e  per impedire che possa riprodursi in forme più subdole e atroci.<br />
Per  la riconoscenza e l’amore grande verso quel giovane di 19 anni che si è sacrificato per valori universali , da quel tempo e ancora in futuro, migliaia di nascituri in Italia e nel mondo si chiameranno Valerio e Valeria.</p></div>
<p>Febbraio 2009, <em>Vincenzo  Miliucci<br />
___________________________</p>
<p></em>Vedi anche:<em><br />
</em></p>
<ul>
<li><a href="http://www.valerioverbano.it/dblog/"><strong>www.valerioverbano.it/dblog
<p></strong></a></li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Verbano"><strong><em>Valerio Verbano</em> &#8211; Wikipedia</strong></a></li>
</ul>
</div>
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