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Published on novembre 13th, 2009 | by Aska 1

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Lettera aperta al sindaco Sergio Chiamparino

[da: comitatoquartierevanchiglia.net]

Egregio Signor Sindaco,

siamo i membri del ComitatoQuartiereVanchiglia, un gruppo di cittadini, adulti e bambini, giovani e meno giovani, che nell’edificio di corso Regina 47 (Askatasuna) svolge le proprie attività.

Le scriviamo in merito alle Sue recenti prese di posizione nei confronti dello spazio che condividiamo e curiamo con altri soggetti storicamente legati a quella realtà: la motivazione pubblica è che l’occupazione dello stabile sottrae illegittimamente un luogo alla cittadinanza e che a essa andrebbe restituito.

Vogliamo sottolineare che questo luogo non è sul il territorio, entità estranea osteggiata dalla gente; non è neanche nel territorio, circondato da persone insofferenti, ma è un luogo del territorio e, attraverso i progetti che lo animano, è uno spazio vissuto e integrato, posto dai cittadini di Vanchiglia tra gli spazi sociali di riferimento nella zona. Gli spazi dell’Askatasuna sono animati quotidianamente da persone di varia estrazione sociale e culturale, lontane dagli stereotipi che, spesso, si vedono riproposti per descrivere i frequentatori del centro sociale.

Questo quadro Lei dovrebbe conoscerlo, perché emerge da un sondaggio svolto lo scorso anno da architetti ed educatori del Suo Comune nel corso dell’elaborazione del progetto per l’arredo urbano nell’area pedonale di via Balbo; sondaggio che ha coinvolto le famiglie dei bimbi della Scuola Elementare Fontana, le quali hanno indicato l’Askatasuna tra i primi tre luoghi preferiti dai loro figli per il gioco e l’incontro.

Il “centro per il quartiere” che Lei vorrebbe realizzare all’Askatasuna, quindi, è già una realtà.

L’attività del Comitato parte dalla cura e gestione dell’edificio “Askatasuna” di corso Regina 47, il “cortile del quartiere”, agorà pubblica inclusiva vissuta e partecipata. Ma le azioni del Comitato sono molteplici e tra loro intrecciate, perché frutto di un percorso comune che ha la socializzazione ed il mutuo aiuto come fondamenti. Sullo stare insieme si basano, ad esempio, le iniziative della Ludoteca Popolare (Lu.Po.) che accoglie grandi e piccini per accompagnare i bambini nella loro crescita. In quest’ottica si è svolta in estate un’iniziativa dei genitori che, sul modello della “banca del tempo”, ha permesso loro di conciliare lavoro e cura dei figli nel periodo di chiusura delle scuole.

La socializzazione dei bisogni è anche alla base del Gruppo di Acquisto Popolare (G.A.P.), che ha aperto anche alle persone economicamente più deboli la possibilità di accedere ad alimenti sani, prodotti con cura dell’ambiente e rispetto dei diritti dei lavoratori. L’esigenza di rendere la cultura e l’informazione accessibile a tutti sta trovando spazio nella Biblioteca Popolare (Bi.Pop.); e l’elenco potrebbe continuare con l’annuale sfilata di Carnevale, le feste del quartiere, le feste dei bambini, i dibattiti pubblici, i corsi ed incontri di approfondimento per gli adulti, le cene popolari, veri momenti di aggregazione e condivisione, la partecipazione attiva al dibattito interno alla Scuola, con coinvolgimento di molti genitori e insegnanti delle scuole adiacenti.

Il progetto del ComitatoQuartiereVanchiglia genera azioni che si concretizzano con un percorso “dal basso”, in cui le iniziative non sono studiate da altri e presentate al “cittadino-utente”, ma nate dalle proposte e dall’impegno volontario e gratuito delle persone; e gratuitamente vengono offerte ai cittadini non su una base di “compravendita” o servizio, ma promuovendo iniziative autogestite e auto-organizzate, vivendo la Politica nel senso profondo del termine, come cura del territorio.

Queste attività non sono organizzate e svolte in segreto tra un ristretto gruppo di iniziati, ma vengono discusse in riunioni aperte a tutti e presentate al quartiere con un periodico informativo gratuito (Di Zona), nonché illustrate attraverso il sito web (www.comitatoquartierevanchiglia.net).

Ci informiamo, e informiamo, su problemi reali che toccano la nostra società e l’ambiente. Problemi legati al disagio sociale, all’accoglienza dei migranti, alla tutela del territorio, alla sostenibilità dei consumi: con sguardo critico, realista e mai pregiudizievole, riflettiamo di volta in volta sulle modalità con cui queste emergenze vengono affrontate. I tagli alle politiche sociali, le azioni sui migranti che hanno sollevato le proteste dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati, o l’avallo allo sfruttamento del territorio, funzionale solo alle tasche di pochi, non possono lasciarci indifferenti, né tanto meno trovarci d’accordo.

Pensiamo che l’impegno in prima persona dei molti che credono e sostengono questo progetto possa solo rappresentare un contributo positivo dalla società per la società.

Cordialmente,

ComitatoQuartiereVanchiglia

Torino, 12 novembre 2009

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